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Politica

Sotto ricatto

I dietrologi potrebbero pensare ad una congiura ad un accordo come quello che portò alla rivolta i militari cileni. Dallo sciopero dei camionisti, all'uccisione di Allende, alla presa di potere di Pinochet. Io che sono un'anima semplice non ci credo. Penso solo ad una somma di circostanze. Penso ad una comunicazione che definisce sciopero quella che è una serrata dei padroncini. penso alle aziende che per risparmiare sui costi di magazzinaggio ora lavorano senza scorte per cui dopo due giorni senza rifornimenti si ferma la produzione. Penso ad una cultura del sindacalese mal assorbita e peggio metabolizzata. Se gli agricoltori fanno i blocchi stradali e vendono i loro prodotti, va la televisione e non succede niente, perchè non possiamo farlo noi ? Ecco, secondo me, questa è la genesi dello sciopero dell'autotrasporto in Italia. Ma come se ne esce ? Con due scappellotti come dice l'antica saggezza popolare: "mazza e panella fanno li figli bella". Traduco per i meno esperti tra voi. Prima si rimuovono i blocchi con i caterpillar e la polizia. Poi si comminano multe salatissime. Poi salta qualche licenza. Infine si convocano e si discute, trovando l'accordo. Purtroppo non ci sono altre strade. Se non si ripristina il principio che lo sciopero è sacrosanto solo quando vede una categoria che incrocia le braccia contro il suo datore di lavoro e la sua azienda ( e il danno che provoca è pecuniario ma solo verso il datore di lavoro)e non è sacrosanto quando vede serrate di tabaccai, taxisti, camionisti. Si deve ripristinare l'idea lo sciopero nei pubblici servizi è oramai inaccettabile e può essere solo minacciato altrimenti si fanno saltare le teste degli amministratori dell'azienda in questione.
Deve essere chiaro il principio che un paese non può vivere sempre sotto ricatto.


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12-12-2007 ore 09:31

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