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Politica

Redditi on line: lo stop definitivo

Ha vinto la parte più arretrata, non voglio dire reazionaria, ma più ipocrita del paese. Quella che guarda avidamente dal buco della serratura i fatti degli altri ma non vuole che i suoi vengano visti e giudicati. Il garante per la Privacy, dopo aver letto le motivazioni dell'Agenzia delle Entrate ha confermato lo stop alla pubblicazione. Senza rendersi conto che i dati oramai sono in rete e non verranno più cancellati. Dunque un divieto, l'ennesimo, ad un sussulto di trasparenza e democrazia da parte di un paese che vuole essere considerato adulto e maturo e non continuamente messo sotto "protezione" da parte di Authority che lo trattano come un bambino incosciente.Un ulteriore livello di magnifica ipocrisia viene raggiunto quando viene detto che:
"Ai giornali di carta o on line il Garante riconosce il "diritto-dovere" di rendere noti i dati delle posizioni di persone che, per il ruolo svolto, sono o possono essere di sicuro interesse pubblico, "purchè però tali dati vengano estratti secondo le modalità attualmente previste dalla legge".
Dunque un'altra battaglia persa sulla strada di una modernizzazione richiesta a parole e respinta nei fatti che va ad aggiungersi alle tante liberalizzazioni iniziate e mai portate a termine per la ribellione delle "caste" interessate: tassisti, notai, avvocati, ingegneri, commercianti, benzinai. Insomma una moltitudine di Italie frammentate che temono il nuovo perche ne hanno paura e non saprebbero adattarvisi. Insomma i burosauri esistono ancora e vincono.


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06-05-2008 ore 18:05

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