Politica
Bene, Tremonti, il professorino acculturato, ha fatto i soliti fuochi d'artificio e la stampa gli ha fatto da cassa di risonanza consentendo a noi poveri diavoli di avere le idee più confuse di prima.
Allora, ecco varata una carta di credito prepagata di 400 euro per i più deboli. Valore totale 500 milioni di euro. Il governo Prodi, tanto esecrato, aveva stanziato per le fasce più povere 7 miliardi di euro. Secondo me, fatto il paragone, la notizia della carta di credito ne esce ampiamente ridimensionata. Aggiungo poi che questa carta di credito costerà bei soldoni, allo stato. Sia in gestione, in accordi con gli esercizi commerciali, in fabbricazione, in distribuzione. Mi piacerebbe conoscerli questi costi e capire chi ci guadagna. E ancora. A tutte le forme di welfare che già esistono, c'era il bisogno di aggiungerne un altra? Robin-Tremonti poi non la racconta tutta. Risulta, infatti, che sole le maggiori tasse imposte ai petrolieri dovrebbero dare un gettito già quest'anno di almeno un miliardo, al quale si sommerà l'incasso sul giro di vite fiscale per banche e assicurazioni: probabilmente un altro miliardo. Ciò significa che soltanto un quarto dei soldi così raccolti finirà davvero a sostegno dei più bisognosi. Il resto è evidentemente prenotato per altri, al momento non chiariti, scopi.
E poi, non basta. Questo prelievo non è certamente ripetibile. Primo perchè non è detto che petrolieri e banche abbiano sempre super utili e secondo perché questo intervento contiene al suo interno una pericolosa controindicazione, cioè il rischio che i maggiori prelievi siano trasferiti in tutto o in parte sul consumatore finale dei loro prodotti o servizi. Cosicché il serpente fiscale finirebbe per mordersi la coda a danno della generalità dei consumatori, come insegna anche il più elementare breviario di scienza delle finanze.   
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19-06-2008 ore 20:05
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