PoliticaL'ultima umiliazione di BushPrima di avviarsi verso il meritatissimo ritiro il presidente uscente degli Stati Uniti d'America, George W.Bush, ha avuto a Roma l'ultima umiliazione. Lui, ancora comandante supremo del suo paese, ancora massima autorità della massima potenza mondiale è stato pressocchè ignorato dai cittadini della capitale italiana. Eppure non erano mancate le iniziative per richiamare su di lui l'attenzione popolare, in positivo, anche in negativo, cioè per favorire bagni di folle esultanti, o anche cortei di contestatori imbufaliti. Si erano mobilitati diecimila tra agenti e carabinieri, i tetti di molti edifici delle vie centrali erano stati popolati di cecchini pronti al fuoco, interi quartieri erano stati chiusi al traffico. Questo popò di mobilitazione ha fatto tanto spettacolo ma non ha impaurito nessuno. Perchè non c'era nessuno da impaurire, dato che il massimo del pericolo da fronteggiare è stata, giovedi, una pacifica manifestazione di 2 mila "no wars" ? Certo. Ma anche, secondo noi, per altri motivi. In tempi lontani, quelli dell'infanzia di chi scrive, la visita di un gran capo straniero (ad esempio Hitler a metà degli anni '30) riempiva le strade romane di folle osannanti. Qualche diecina d'anni dopo, nel dopoguerra, accadeva spesso che l'arrivo di un capo di stato o di governo proveniente da un altro paese scatenasse violenti scontri di piazza con teste rotte a volontà dalle manganellate della polizia.Oggi,invece,tre giorni di Bush a Roma e tre giorni di menefreghismo,d'indifferenza: solo qualche mugugno per i disagi provocati dalle misure di sicurezza. Come si spiega? Bush e il suo esegeta italiano, leggi Berlusconi, farebbero bene a chiedersi se questo fatto, assieme ad altri, non dica a loro-e anche a noi-che la gente,gran parte della gente sta perdendo ogni interesse per la politica: per questo tipo di politica almeno. Leggi tutto su: PoliticaBlog(http://politicablog.libero.it/index.php/2008/l-ultima-umiliazione-di-bush)14-06-2008 ore 10:13 |

