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Politica

L'Italia e il Caucaso

Una lettrice, Francesca, oltre a farci i complimenti per il livello del nostro blog (grazie,anche a nome del mio amico e capo Luca Ajroldi), si stupisce perchè non abbiamo ancora commentato la crisi del Caucaso. Chiariamo a lei e a tutto il nostro pubblico che abbiamo tardato a farlo perchè, di solito ci occupiamo di fatti ,problemi e personaggi che riguardano l'Italia. Salvo rarissime eccezioni. Ma ora poichè,con gli ultimi sviluppi,il Caucaso è diventato un fatto e un problema che potrebbe riportarci ai tempi della guerra fredda e riguarda dunque l'Italia come tutto il resto del mondo , l'eccezione è in arrivo ed à talmente grossa che ignorarla proprio non si può. Eccoci dunque a occuparci anche noi del Caucaso notando anzitutto, come sottolineava Adam Michnik su "La Repubblica"di qualche giorno fa,che esso riporta davanti agli occhi di un'opinione pubblica sbalordita,e proprio nel quarantesimo anniversario dell'invasione di Praga, un mostro che speravamo fosse stato definitivamente sepolto assieme alle rovine del muro di Berlino: l'imperialismo russo. A questa terrorizzata constatazione potremmo aggiungere un terrorizzato sguardo al futuro dell'Europa e dell'umanità se non ci sorreggesse la speranza che la ragione alla fine trionferà se non altro perchè l'equilibrio del terrore che ha salvato la pace tra il '45 e il 1989 è ancora operante. Certo questa speranza potrà avere presa in tempi rapidi-cominciando con il riportare la tranquillità nel Caucaso-se gli uomini e i governi in grado di favorire accordi o almeno compromessi non perderanno tempo.Nei giorni scorsi si è avuto notizia di una telefonata di Berlusconi a Putin,definita "lunga e cordiale"dal primo ministro russo e seguita da per ora indecifrabili inviti del nostro ministro degli esteri Frattini agli alleati della Nato perchè diano prova di equilibrio.Il nostro governo,il Presidente del Consiglio in prima persona,sono dunque al lavoro per riportare la pace tra i piccoli litiganti del Caucaso e i loro grandi protettori e ispiratori,cioè la Russia e gli Stati Uniti? Ce lo auguriamo.Certo guarderemmo con maggiore ottimismo ai tentativi in atto se il governo italiano esprimesse giudizi netti e chiari su quanto avviene sui fronti di scontro e attrito.Cosa che finora non ha purtroppo fatto.


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21-08-2008 ore 10:13

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